Severino, addio

Pubblicato giorno 2 dicembre 2021 - In home page, NEWS

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Era ricoverato presso l’ospedale di Feltre dal 19 novembre scorso, per una malattia scoperta da qualche giorno. Era stato operato con qualche speranza, ma una serie di complicanze hanno avuto un esito fatale nella serata di mercoledì 1° dicembre. Severino Pinna ci ha lasciati, a soli 56 anni: la nostra comunità diocesana ne vuole annunciare la morte e ricordare la figura, per un legame di collaborazione e amicizia che andava avanti da un oltre decennio.

Era nato a Cagliari il 5 febbraio 1955: portava il nome del padre, che non ha potuto conoscere, perché era morto di incidente sul lavoro pochi mesi prima della sua nascita. Cresciuto da una folta schiera di fratelli, era entrato nel mondo del lavoro, specializzandosi nel settore immobiliare. Era poi passato a Bergamo a lavorare in una grande tipografia e poi in Islanda in una cantiere minerario.

Approdato presso il villaggio di Corte in Cadore, era entrato in contatto con don Virginio De Martin – allora parroco di Valle, Venas e Cibiana – e di lì si convinse di donare qualche anno della sua vita in Niger, nella missione di Gaya. Così raccontava di sé: «il 17 marzo 2011 ho fatto la sua prima visita a Gaya, in Niger, dove la diocesi aveva aperto da alcuni una missione. E laggiù mi ha contagiato il “mal d’Africa” che, dal 1° dicembre 2011 fino al settembre 2017, mi ha portato in Niger, a costruire le strutture necessarie alla parrocchia di Gaya», al fianco di don Augusto Antoniol, prete “fidei donum”. Il suo carattere forte e generoso lo ha reso intraprendente progettista, capocantiere e impresario per realizzare dalle fondamente le strutture che la nostra diocesi ha lasciato a beneficio della comunità cristiana locale. Ha lasciato un ricordo tra le maestranze assoldate nel villaggio, che lo ricordavano anche per i modi e per gli arcani intercalari in sardo che non mancavano mai.

Alla fine del 2017 il vescovo Renato, richiamando don Augusto in diocesi, fece a Severino una proposta: «Perché non metti la tua sapiente manualità al servizio del Centro Papa Luciani?». Severino rispose di sì e divenne il manutentore presso il Centro Papa Luciani, dove ha dato ampia prova delle sue abilità tecniche e manuali, nella cura del verde, dei fiori, della casa.

Il vescovo Renato, gli addetti del Centro missionario diocesano, il Consiglio di amministrazione e i dipendenti del Centro Papa Luciani si uniscono ora in un abbraccio di solidarietà e cordoglio, che vogliono far giungere ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti, ricordando nella preghiera questo uomo un po’ burbero, ma dal cuore grande, che era diventato uno dei nostri. A maggior ragione, lo ricorderemo con nostalgia nei prossimi giorni quando verrà acceso il grande albero di Natale di Col Cumano: un’idea sua! Ora riposi in pace, nelle braccia del Signore Gesù.

I funerali saranno celebrati sabato 4 dicembre alle ore 9.00 nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina. La salma verrà poi portata alla cremazione: i familiari riporteranno le ceneri nella sua Sardegna.

Leggi l’omelia del Vescovo durante le esequie

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