Nel ricordo di don Francesco Cassol

Pubblicato giorno 22 agosto 2021 - In home page, NEWS

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Nelle intenzioni doveva essere un incontro tra pochi amici; in realtà erano una settantina i convenuti nella chiesa del bosco di Col Cumano, sul calar del sole di sabato 21 agosto, tutti radunati per pregare in suffragio di don Francesco Cassol, undici anni dopo la sua tragica morte. Era la notte di un sabato anche quella volta. Tanti amici con l’unifome degli scout – del Masci, dell’Agesci e della FSE – e poi amici goumiers, gente di Santa Giustina e altri amici che lo hanno conosciuto, apprezzato e amato.
Il direttore del Centro Papa Luciani, che ha presieduto la celebrazione, ha precisato di voler commentare solo le letture previste dalla liturgia perché – ha detto don Davide – sono certo «che don Francesco non avrebbe voluto che la Parola di Dio venisse messa in secondo piano dalla commemorazione, tanto più di domenica».
Il ricordo più intenso si è avuto durante la preghiera dei fedeli, quando una delle persone presenti ha ricordato: «Avrebbe giocato con i nostri bambini come lui amava fare». Non sono state dimenticate le tragedie che oggi si consumano in Afghanistan e ad Haiti.
Alla fine, pochi passi fino alla Quercia del centenario, dove in un ampio cerchio si è cantato il celebre brano “Madonna degli scout“, sempre con un palpito del cuore quando lo spartito accelera: «il ritmo dei passi ci accompagnerà là verso gli orizzonti lontani si va». Don Francesco ha certamente lasciato un segno, insegnando il ritmo dei passi per guardare verso orizzonti lontani.
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